Categoria: REAL BUSINESS

Analisi dirette delle aziende: processi, scelte, errori e risultati reali nel mondo digitale.

  • Esdra apre alle agenzie: un nuovo modo di lavorare su marketing e performance

    Esdra apre alle agenzie: un nuovo modo di lavorare su marketing e performance

    Negli ultimi anni il marketing digitale è cambiato velocemente.

    Sono aumentati gli strumenti, le piattaforme, le possibilità.
    Ma insieme a tutto questo è aumentata anche la complessità.

    E spesso, a pagarla, sono le aziende.

    Esdra nasce proprio per questo:
    semplificare.

    Unificando in un unico sistema operativo tutto ciò che serve per gestire e far crescere un’attività nel retail: punto vendita, inventory, e-commerce, spedizioni e marketing.

    E dentro questo modello, anche il ruolo delle agenzie evolve.

    Esdra apre il proprio ecosistema alle agenzie e ai professionisti del marketing.

    Non come semplici fornitori esterni,
    ma come parte attiva del sistema.

    L’obiettivo non è creare una lista di partner.
    Ma costruire un ambiente dove strumenti e competenze lavorano insieme.

    All’interno di Esdra cambia il contesto.

    Le agenzie non lavorano più su sistemi frammentati,
    ma su una struttura già integrata:

    • e-commerce collegato
    • dati centralizzati
    • flussi operativi semplificati

    Questo permette di concentrarsi su ciò che conta davvero:

    • strategia
    • crescita
    • miglioramento continuo

    Non solo attività.

    Valore.

    Esdra non nasce per sostituire il lavoro delle agenzie.

    Nasce per potenziarlo.

    Che si tratti di:

    • performance marketing
    • gestione campagne
    • branding
    • content
    • ottimizzazione conversioni

    ogni competenza trova spazio all’interno di un sistema che riduce il lavoro tecnico e aumenta l’impatto.

    Uno dei problemi principali oggi è il tempo.

    Setup, integrazioni, strumenti che non comunicano tra loro.

    Con Esdra, gran parte di questa complessità viene eliminata.

    Il risultato è semplice:

    meno tempo su operatività tecnica,
    più tempo su strategia e risultati.

    L’apertura alle agenzie non è solo teorica.

    Esdra prevede un modello di collaborazione concreto:

    • possibilità di lavorare su progetti attivi
    • integrazione dei servizi all’interno del sistema
    • creazione di sinergie tra piattaforma e professionisti

    Un approccio che punta a costruire relazioni nel tempo,
    non collaborazioni occasionali.

    Il marketing non ha bisogno di altri strumenti.

    Ha bisogno di contesto.

    Un contesto dove le azioni abbiano un impatto reale,
    misurabile, continuo.

    Esdra prova a costruire proprio questo.

    Uno spazio dove tecnologia e competenze lavorano insieme,
    senza complicare il lavoro di chi lo fa ogni giorno.

    Il rilascio ufficiale di Esdra è previsto per il 24 aprile.

    Sarà il primo momento in cui questo modello potrà essere testato sul campo.

    Da lì inizierà la parte più interessante:

    vedere cosa succede quando sistema e competenze iniziano davvero a lavorare insieme.

  • Esdra apre agli sviluppatori: nasce un ecosistema dove codice, business e creatività tornano a convivere

    Esdra apre agli sviluppatori: nasce un ecosistema dove codice, business e creatività tornano a convivere

    Negli ultimi anni il mondo del software SaaS ha seguito una direzione precisa: piattaforme sempre più chiuse, sempre più verticali, sempre più “guidate”.

    Da un lato questo ha semplificato l’utilizzo per l’utente finale.
    Dall’altro ha tolto spazio a chi costruisce davvero: gli sviluppatori.

    Esdra sta provando a muoversi in una direzione diversa.

    Non aggiungendo complessità, ma aprendo il sistema nel modo giusto.

    Un principio che, internamente, è già chiaro:
    ridurre attrito per l’utente… senza limitare chi sviluppa.

    E questa visione ha ora anche una data concreta.

    Il rilascio ufficiale di Esdra è previsto per il 24 aprile.

    Un modello semplice: core stabile, estensioni libere

    Il cuore di Esdra resta focalizzato su un obiettivo preciso:
    rendere la gestione di un’attività oggi nel fashion semplice, veloce e guidata.

    Ma tutto quello che sta attorno non è pensato per essere chiuso.

    È qui che entra in gioco la parte sviluppatori.

    L’idea è chiara:
    non creare un sistema dove puoi solo usare,
    ma uno dove puoi anche costruire.

    Plugin: estendere senza rompere

    La prima area è quella dei plugin.

    Gli sviluppatori possono creare estensioni che si integrano direttamente con Esdra, sfruttando le API e la struttura esistente.

    Non hack, non workaround.
    Integrazione reale.

    Ogni plugin può:

    • aggiungere funzionalità
    • modificare flussi esistenti
    • integrare servizi esterni
    • adattare Esdra a casi specifici

    Il punto non è avere “più feature”.

    Il punto è permettere a chi sviluppa di adattare il sistema al mondo reale.

    Temi: frontend libero, backend già pronto

    La seconda leva è ancora più interessante.

    Esdra mette a disposizione un progetto open source in Next.js già collegato alle API, con autenticazione e pannello configurato tramite API key.

    Tradotto:

    • il backend è già pronto
    • le logiche sono già gestite
    • lo sviluppatore lavora solo sull’esperienza

    Questo cambia completamente il gioco.

    Perché non stai più costruendo un e-commerce da zero.
    Stai costruendo sopra una struttura già funzionante.

    E puoi concentrarti su quello che conta davvero:
    design, UX, conversione.

    Marketplace: da codice a distribuzione

    Tutto questo non resta locale.

    Esdra prevede un pannello dedicato agli sviluppatori dove:

    • caricare plugin
    • pubblicare temi
    • gestire versioni
    • sottoporre validazione

    Una volta approvati, questi entrano nel marketplace.

    E qui succede qualcosa di importante.

    Il codice smette di essere solo codice.
    Diventa distribuzione.

    Non solo marketplace: anche lavoro reale

    La differenza rispetto a tanti altri ecosistemi è questa:

    non si parla solo di pubblicare.

    Esdra prevede anche la possibilità di assegnare lavori direttamente agli sviluppatori della community.

    Significa:

    • progetti reali
    • richieste specifiche
    • sviluppo su commissione

    Non solo visibilità.
    Fatturato.

    Una community che non ti costringe a scegliere

    Oggi molti sviluppatori si trovano davanti a un bivio:

    • lavorare su prodotti chiusi ma stabili
    • oppure costruire da zero mantenendo libertà totale

    Esdra prova a stare nel mezzo.

    Ti dà una base già funzionante,
    ma non ti toglie la possibilità di essere creativo.

    Non devi scegliere tra:

    • velocità
    • controllo
    • business

    Puoi avere tutte e tre le cose nello stesso ambiente.

    Quello che sta emergendo non è solo un gestionale.

    È un tentativo di costruire un ecosistema dove:

    • l’utente finale non si blocca
    • lo sviluppatore non è limitato
    • il codice non viene sacrificato per la semplicità

    E il 24 aprile sarà il primo passo concreto per capirlo.

  • Linkedin: il cimitero dei venditori

    Linkedin: il cimitero dei venditori

    LinkedIn è diventato un posto strano.
    Non brutto, non inutile… ma svuotato.

    Un tempo era un luogo dove si parlava di lavoro.
    Oggi è diventato un teatro.

    Un teatro dove tutti vendono, ma pochi sanno davvero cosa significa vendere.

    E la cosa più grave è questa:
    non è più il risultato che conta, ma la narrazione.

    Oggi apri LinkedIn e trovi storie perfette.
    Persone che raccontano come hanno “rivoluzionato” qualcosa, come hanno “imparato una lezione incredibile”, come hanno “scoperto il vero significato della vendita”.

    Poi vai a fondo, e ti rendi conto che dietro c’è poco.
    Molto poco.

    Il problema non è nemmeno il contenuto motivazionale.
    Il problema è che si è iniziato a romanzare tutto.

    Qualsiasi cosa.

    Anche il lavoro più semplice diventa un racconto epico.
    Anche il gesto più normale diventa una “lezione di vita”.

    Ma raccontare meglio una cosa… non la rende più vera.
    E soprattutto non la rende più utile.

    E qui arriviamo al punto centrale:
    la vendita.

    Oggi la vendita è diventata quasi un concetto filosofico su LinkedIn.
    Empatia, ascolto, connessione, valore…

    Parole giuste, per carità.
    Ma usate nel modo sbagliato.

    Perché chi vende davvero lo sa:
    la vendita non è quello che scrivi.
    È quello che chiudi.

    È il cliente che resta.
    È il cliente che paga.
    È il cliente che torna.

    Tutto il resto è rumore.

    Qualche giorno fa mi è capitato un caso emblematico.
    Uno di quei “venditori LinkedIn”.

    Profilo perfetto.
    Post perfetti.
    Storytelling impeccabile.

    Mi scrive.

    Parte subito con un messaggio costruito, quasi teatrale.
    Empatia finta, domande studiate, tono da manuale.

    Lo fermo.

    Gli faccio due domande semplici:
    – Quanti clienti hai chiuso questo mese?
    – Quanto fatturato hai generato?

    Silenzio.

    Poi una risposta vaga.
    Giri di parole.
    Nessun numero.

    E lì capisci tutto.

    Perché puoi raccontarla come vuoi, puoi scrivere i post più belli del mondo, puoi ricevere 1000 like…

    Ma poi arriva sempre quel momento lì.
    Quello reale.

    Quello dove non conta cosa hai scritto,
    ma cosa hai portato a casa.

    E alla fine gliel’ho detto chiaro:

    “Puoi fare tutto quello che vuoi su LinkedIn.
    Puoi raccontarti, costruirti, posizionarti.
    Ma poi la domanda è una sola:
    il cliente è soddisfatto?
    Tu hai chiuso?
    Quanto hai portato a casa?”

    Perché è lì che si misura tutto.

    LinkedIn oggi ha un problema enorme:
    premia chi racconta meglio, non chi lavora meglio.

    E questo crea una distorsione pericolosa.

    Le persone iniziano a credere che vendere significhi comunicare bene.
    Che basti sembrare competenti.
    Che basti costruire un personaggio.

    Non è così.

    Vendere è scomodo.
    È concreto.
    È fatto di numeri, rifiuti, trattative vere.

    Non è un post.

    E finché continuiamo a trasformare la vendita in uno spettacolo,
    LinkedIn resterà quello che sta diventando sempre di più:

    un cimitero di venditori.

    Pieni di parole.
    Vuoti di risultati.

    Se vuoi usarlo davvero, LinkedIn non va abbandonato.
    Va ripulito.

    Meno storytelling inutile.
    Più realtà.

    Meno personaggi.
    Più persone.

    Meno ego.
    Più risultati.

    Perché alla fine, fuori da LinkedIn,
    il mercato non legge i post.

    Compra.